Bibenda premia la Calabria e l’Osteria “Porta del Vaglio” di Saracena

Bibenda premia la Calabria e l’Osteria “Porta del Vaglio” di Saracena

Bibenda premia la Calabria e l’Osteria “Porta del Vaglio” di Saracena

Fonte: www.cosenzapost.it

Bibenda assegna il titolo di “migliore Ristorante calabrese dell’anno”, all’Osteria Porta del Vaglio, nel cuore di Saracena

L’Osteria Porta del Vaglio, situata in vico Santa Maria Maddalena, nel cuore del centro storico di Saracena, ha ricevuto il premio come “miglior ristorante calabrese dell’anno”, da Bibenda, una delle più conosciute e autorevoli guide di vini in Italia.

Per il giovane chef Gennaro di Pace – proprietario del ristorante – questo è un ennesimo riconoscimento al suo impegno e alla dedizione dimostrata nel lavoro, seguita ad un’importante esperienza di lavoro ad Expo.

Il ristorante è già stato segnalato nella guida Osterie d’Italia 2014, e si conferma essere un punto di riferimento per gli amanti del cibo tipico calabrese e dell’eleganza a tavola attraverso l’elaborazione dei prodotti autentici del territorio.

I riconoscimenti di Bibenda, sono ormai un appuntamento fisso per il Moscato Passito, “gemma enologica rara e preziosa”. Infatti l’annata 1988 è stato selezionato per Cantina Bibenda Day 2015 insieme ad altri 23 vini provenienti da tutto il mondo. Nella sezione Sesto Tempo dedicato ai vini dolci c’è anche il Moscato Rosa 2000 dell’Alto Adige Franz Haas e al Sauternes Château D’Yquem 1997.

E’ proprio all’Osteria Porta del Vaglio, e alla sua storia, che il sesto numero del mensile Gattopardo – la Calabria che Cresce, dedica un approfondimento di 5 pagine. Sullo stesso numero è spiegato il millenario metodo di produzione del Moscato Passito, Presidio Slow Food. A raccontarlo alla penna di Federica Certa è Luigi Viola, presidente dell’associazione cittadina dei produttori del Moscato.

La lavorazione, salvata dall’oblio proprio dal Professor Luigi Viola, insieme ai figli Alessandro e Claudio, è molto complessa. “Nel passato – spiega Viola – dopo essere stati posti in appassimento per circa un mese, i grappoli di Moscatello venivano sgranati dalle donne, acino per acino, e poi pressati manualmente. Il mosto ottenuto, denso come miele, andava ad aggiungersi al mosto da Malvasia e Guarnaccia concentrati a fuoco diretto in caldaie di rame”.

“Oggi – continua – la bollitura si fa in acciaio e il mosto cotto viene unito al mosto da uve appassite, concentrato e fortemente aromatico. Data l’estrema densità zuccherina, la fermentazione richiede diversi mesi. Lunghissimo il potenziale di invecchiamento”.

“Ne risulta – conclude la recensione sulle cantine Viola – un nettare ambrato dal fascino antico, che rimanda a datteri, sultanina, miele, mandorle tostate e tabacco dolce, circonfuso di spezie fini e di erbe officinali essiccate”.

Per Saracena, Città del Vino, Città dell’Olio, terra di presidio Slow Food, prossima Città del Tartufo, primo paese d’Italia ad aver anticipato il referendum sull’acqua pubblica, e comune riciclone ininterrottamente dal 2010, si tratta di un ulteriore momento di soddisfazione collettiva nell’impegno pubblico-privato per lo sviluppo durevole.

Fonte: www.cosenzapost.it

 

 

 

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